L’INNAFFIAMENTO
L’innaffiamento è il primo modo di prendersi cura del proprio giardino; le piante perdono l’umidità dalle foglie, attraverso la traspirazione, quindi è importante assicurarsi che ce ne sia abbastanza nel terreno da consentire loro di riassorbirla attraverso le radici. Tuttavia, nella stagione calda, anche l’umidità evapora dal suolo. Dovremo quindi innaffiare il terreno più spesso nelle calde giornate estive, con un occhio di riguardo alle zone particolarmente soleggiate.
Le piantine più giovani hanno bisogno di annaffiature più regolari rispetto a quelle più vecchie e consolidate, poiché hanno radici più piccole, quindi assorbono meno umidità. Piantare e trapiantare le piante in qualche modo danneggia i loro “peli radicali”, parti delle radici che hanno il compito di assorbire l’umidità, quindi per i primi giorni dopo la semina dovremmo ricordare di aiutarli con qualche goccia d’acqua in più. Le piante coltivate in contenitori hanno radici limitate e meno terreno a disposizione per “bere”, pertanto anche queste avranno bisogno di innaffiature più frequenti.
Nella stagione calda, è sempre consigliato annaffiare la sera in modo che le piante abbiano il tempo di “bere” durante la notte, prima che faccia di nuovo caldo il giorno successivo. Con il freddo invece, si consiglia di farlo al mattino in modo che le piante abbiano la possibilità di asciugarsi prima che sia di nuovo notte. Cercheremo sempre di evitare di spruzzare acqua sulle foglie quando fa caldo per evitare di bruciarle.
LA CONCIMAZIONE
Oltre all’acqua, le radici delle piante assorbono dal suolo nutrienti e minerali come l’azoto, che aiuta la crescita delle foglie, il fosforo, che incoraggia lo sviluppo delle radici e il potassio, che incoraggia lo sviluppo di fiori e frutti. Questi sono considerati i principali nutrienti necessari per mantenere le piante sane. In natura, foglie e altro materiale vegetale in decomposizione rilasciano i nutrienti nel terreno, ma nei nostri giardini spesso vengono rimossi per ragioni estetiche. Poiché questo processo potrebbe gradualmente esaurire i nutrienti del terreno, è importante sostituirli artificialmente per favorire una crescita sana delle nostre piante.
Ovviamente esistono fertilizzanti organici e non organici; i primi sono costituiti da materiali di origine vegetale o animale che hanno l’ulteriore vantaggio di incoraggiare l’attività dei lombrichi e i batteri del suolo, che mantengono sani sia la pianta che la radice. I fertilizzanti inorganici sono costituiti da sostanze chimiche di sintesi.
LA POTATURA
Mentre alcuni arbusti e alberi cresceranno felicemente incontrollati, altri ci richiederanno il taglio o la potatura a un certo punto del loro sviluppo. La potatura consiste semplicemente nel tagliare parti di una pianta per limitarne le dimensioni, incoraggiarla a crescere in una determinata forma, sviluppare più frutti o fiori, rimuovere rami secchi.
Molti nuovi giardinieri sono scoraggiati dalla prospettiva di potare le loro piante, ma non si tratta affatto di un’operazione difficile né complicata. La semplice rimozione di rami morti, malati, rotti, incrociati e affollati è spesso sufficiente per molte piante.
RIMUOVERE I FIORI SECCHI
Rimuovere i fiori morti impedisce la deposizione di semi e incoraggia la pianta a produrre più fiori. Eliminando regolarmente le erbacee perenni ed i fiori secchi, ad esempio, può aiutarci a mantenere le rose fiorite per tutta l’estate fino all’autunno. Togliendo i fiori secchi, la pianta reindirizza l’energia verso la fioritura per l’anno successivo, piuttosto che produrre semi.
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